Città di Spinea

Piazza del Municipio 1 - 30038 Spinea (VE) - Tel 0415071111 - Fax 0415411201 - PIVA 00683400279

Foto della facciata principale del Municipio
.
Area centrale dei contenuti
.
Sei qui: >> Cenni storici

Le prime notizie certe sulla storia più antica del nostro territorio risalgono alle tracce lasciate dalla colonizzazione romana. Per il periodo precedente non è comunque da escludere l'esistenza di insediamenti della civiltà dei Veneti, i quali avevano esteso il proprio dominio su tutta la regione (che da essi prese il nome di Venetia), fondando numerose città, tra cui Altino.

 

Il nostro territorio, costituito da sedimenti deposti dai fiumi, era percorso da numerosi corsi d'acqua (fiumi di risorgiva, fiumicelli e scoli); il più importante di questi era il fiume Muson, che era una facile via di comunicazione, dal margine lagunare verso l'interno. Per contro, data la grande quantità di sedimenti trasportati e il basso livello della campagna, questi corsi d'acqua finivano spesso col provocare alluvioni e col formare zone acquitrinose e paludose (delle quali rimane traccia in molti nomi di località ancora esistenti o ricordate dalle fonti, quali il Mercuriago, lago sacro al dio Mercurio, nei pressi di Villafranca, nel territorio di Crea. Crea era uno scalo di merci romane lungo il fiume Muson nell'entroterra lagunare; il nome del luogo è spesso riferito dagli studiosi all'isola di Creta, con riferimento alle origini di Padova e al mitico eroe troiano Antenore, che, profugo da Troia, avrebbe sostato nell'isola dell'Egeo.

 

La conquista romana

Dopo la conquista di Altino, i Romani destinarono alle coltivazioni gran parte dei territori circostanti. Era infatti consuetudine romana quella di centuriare le zone coltivabili già possedute o via via conquistate, destinandole ai coloni del luogo e agli ex legionari; nel nostro caso ai veterani che avevano combattuto con Giulio Cesare nelle campagne di Gallia e di Germania. I terreni fertili venivano divisi in appezzamenti rigorosamente uguali (generalmente particelle quadrilatere o rettangolari) delimitati da strade appositamente tracciate che portavano il nome di decumani (quelli che andavano da est a ovest) e di cardini (in direzione nord-est). Questi limites (linee di confine, assi viari e canali) si intersecavano ad angolo retto e ricoprivano coi loro intreccio tutta la zona interessata dalla centurazione, costituendo un graticolato.


Il fiume Muson (principale corso d'acqua del nostro territorio) costituiva il confine tra l'agro centuriato Patavino, tuttora conservato in buone condizioni, e l'agro Altinate, al quale si sono in parte sovrapposti, in periodo successivo, l'agro di Treviso e l'agro di Mestre.
I diversi graticolati, dovevano peraltro adattarsi alla situazione territoriale, all'idrografia e ai centri abitati preesistenti; presentano quindi dimensioni delle particelle e orientamento diversi l'uno dall'altro rispetto allo schema teorico tipico (i cardini dell'agro Altinate sono inclinati verso est di circa 15' rispetto a quello di Padova). Il nostro territorio era la zona di intersezione tra i due graticolati ad orientamento diverso e il tracciato viario veniva ad assumere un andamento a lisca di pesce o spina dal quale può derivare il toponimo di Spinea (o Spineta-Spineda, come avvenuto per l'isola lagunare veneziana di Spinalonga, ora Giudecca. Tratti della centuriazione sono ancor oggi riconoscibili nelle attuali vie Luneo, Rossignago, Frassinelli, Asseggiano.


Crea, oltre che uno scalo di merci romane sul fiume Muson, era probabilmente un centro di estrazione dell'argilia (creta) e di lavorazione della ceramica, a servizio delle necessità edilizie del graticolato romano. Anfore, basamenti marmorei, cotti e frammenti di tegole, rinvenuti, ne sono la testimonianza. L'arrivo dei "barbari", nel V secolo, mise fine alla civiltà romana, causando la fuga delle popolazioni verso la laguna e la decadenza delle città della terraferma, quali Altino e Concordia; anche la campagna circostante (l'ager) subì un grave tracollo: i campi, non più coltivati, si trasformarono ben presto in boscaglie e paludi; anche la nostra zona diventò in poco tempo terra dimenticata ed incolta.
Alle scorrerie degli Unni (452 d.C.), seguirono gli Ostrogoti, il cui regno, verso la metà del VI secolo, fu sbaragliato dai Longobardi. Due secoli dopo saranno i Franchi ad imporre la propria presenza, che, assai forte nei primi decenni, andrà via via affievolendosi, fino a spegnersi del tutto verso la metà del IX secolo. Alla dominazione dei Franchi si fa generalmente il culto a San Leonardo Abate, cui èdedicata la regola di Orgnano.

 

Dall'anarchia feudale all'epoca comunale e delle signorie

All'anarchia feudale e al gravissimo stato di involuzione, segue, dopo il Mille, la rinascita di alcuni centri, sorti probabilmente sulle rovine dei Pagi (villaggi) esistenti nell'agro Altatinate: Rossignago, Crea, Orgnano, Zigaraga e Spinea.
Crea (Creda) ricordata in alcuni documenti del 1199 relativi a terreni di proprietà dei monaci del Convento di S. ILARIO. In Rossignago la chiesa di S. Maria costituisce l'antica Pieve, con fonte battesimale.


La Pieve rappresenta, nel periodo successivo alla dominazione romana, non solo una forma di amministrazione del culto ed un edificio religioso, ma anche un preciso punto di riferimento sociale e comunitario. Il primitivo edificio di S. Maria, sorto con ogni probabilità nel XI sec., come chiesa matrice del territorio, dotata di fonte.battesimale e soggetta direttamente alla giurisdizione del Vescovo di Treviso, verrà danneggiato gravemente dai vari eserciti che si fronteggiarono durante le alterne fasi della lunga guerra tra Venezia e Padova.


L'attuale chiesa viene riedificata nel 1382 per volontà del Vescovo Pietro di Baone; un recente restauro (1984) ha consentito il recupero dell'edificio e la scoperta di un importante ciclo di affreschi devozionali. In epoca feudale tutta la Terraferma mestrina costituisce territorio amministrativamente e giuridicamente dipendente dai Vescovi di Treviso (dal 905, per decreto del re Berengario 1) e da questi ceduta nel 1257, in cambio di altri benefici, al Comune di Treviso. In epoca comunale la struttura organizzativa civile del territorio ricalca pertanto la preesistente ripartizione ecclesiastica.

Regole vengono chiamati i singoli villaggi, le singole unità amministrative locali; a capo di ogni Regola sta una meriga, sorteggiato periodicamente nel vicinatus dall'assemblea dei capofamiglia, il quale svolge funzioni amministrative, fiscali e di ordine pubblico. Le Regole della zona di Spinea corrispondono, grosso modo, ai principali nuclei abitati che costituiscono attualmente il nostro Comune. Negli Statuti del Comune di Treviso, accanto a Rossignago (con l'antica Pieve di S. Maria), troviamo infatti anche Orgnano, Crea, Zigaraga e Spinea.
In particolare, nel "Liber viarum et focorum", del 1316, ogni Regola èaccuratamente descritta con le proprie caratteristiche e specificità: quindi èpossibile conoscere quali strade, corsi d'acqua e ponti esistessero, con il nominativo delle persone che ne dovevano curare la manutenzione. Il fiume Muson in epoca comunale e nel periodo delle Signorie costituisce il confine ufficiale tra Padova e Treviso, come lo era stato in precedenza tra i municipi romani di Padova ed Altino; come tale indicato nei sigilli ufficiali dei due Comuni. Il territorio di Spinea, attraversato da questa linea di demarcazione, spesso oggetto di contese, lotte, scorrerie e battaglie volte ad ampliare i confini. Si era cosi venuta a costituire, fin dal periodo feudale, dopo le invasioni degli Ungheri, una serie di costruzioni fortificate da Camposampiero a Mirano, a Spinea, fino al Bottenigo. "Cominciarono a piantar rocche, torri, castelli e fortezze in tal numero da parere una selva" (Federici, 1787). Nel nostro territorio viene eretto il castello di Orgnano, probabilmente tra il X e Xi secolo. Non sono conosciute le reali dimensioni e la precisa ubicazione di questa fortificazione, bagnata e protetta da due lati dalle acque di un ramo del Muson (come ricorda il testo della Regola). Tra i Signori di Orgnano ricordato il conte Giordanino, grande alleato di Ezzelino da Romano. Il castello, passato successivamente in propriet di Liberio da Zan (1223), del nobile veneziano Pietro Ziani, futuro doge di Venezia (1205-1229), perde via via importanza e funzione, e perviene alla famiglia Negri, quindi, nel XVI sec., alla famiglia Soranzo di Venezia.
Sar abbattuto, dopo la conclusione della guerra contro la lega di Cambrai, in esecuzioni di un decreto del Senato della Repubblica di Venezia, del 1520, che prevede la distruzione o la trasformazione di tutte le fortezze e i castelli costruiti dai Carraresi, in particolare del cosiddetto SERRAGLIO del Muson. Tra le altre vengono rase al suolo le mura del Castello di Mestre, di Mirano, Zianigo, Robegano; Stigliano viene trasformato in abitazione, mentre il Castello di Noale si salva, adibito a sede del Podest. Del Castello di Orgnano resta solo la chiesa, dedicata a S. Leonardo; da Oratorio per le famiglie che si succedettero nella propriet del territorio, assume anche la funzione di luogo di culto della comunit di Orgnano, con alterne vicende, fino al 1964, anno di costruzione della nuova chiesa dedicata Santa Bertilia.
La chiesa di S. Leonardo, ridotta quindi in condizioni disperate, stata recentemente restaurata (1983-1986), con il recupero di antichi affreschi, in due strati sovrapposti, di notevole interesse artistico. Altra testimonianza del sistema fortificato esistente nel nostro territorio costituita dall'attuale Torre campanaria della chiesa di San Vito e Compagni Martiri. I lavori di risanamento e di restauro, da poco ultimati (1993), hanno messo in luce come sia stata edificata originariamente per scopi militari (difensivi e di avvistamento). La sua costruzione, iniziata quasi certamente nel XII sec., sarebbe ripresa verso la met del '300-venendo ben presto ultimata fino alla cella campanaria. Il coronamento ottagonale, che ospita il Campanello, venne aggiunto successivamente, tra il '500 e il '600.

LA DOMINAZIONE DELLA SERENISSIMA
Come abbiamo gi visto, alla dominazione del Comune di Treviso nelle nostre terre si sostituisce presto quella della Repubblic di Venezia. Coi quarto decennio del '300 si mette in atto una vera strategia di espansione nell'entroterra, ma questo interesse della Serenissima gi evidente coi trattato di pace tra Venezia e Treviso, del 9 aprile 1216, al cui mantenimento si impegnano direttamente i rappresentanti dei cittadini di tutto il territorio di Treviso; tra coloro che prestano giuramento troviamo i nostri due rappresentanti: GIBERTO, meriga della pieve di Spinea, e CHIARIANO, meriga di Orgnano. Doge di Venezia Pietro Ziani, che, di Il a poco, diverr proprietario del Castello di Orgnano.
Con la dominazione di Venezia su Treviso (1338), la struttura territoriale viene modificata: scompaiono le pievi civili e le regole :sorgono le PODESTERIE; il territorio di Spinea viene aggregato alla podesteria di Mestre. Spinea viene ad assumere maggiore importanza, rispetto a Rossignago, che perde la fonte battesimale. I primi anni della penetrazione del dominio veneziano in Terraferma vedono una serie di scontri e scorrerie culminanti con lo scoppio della "Guerra di Chioggia", che oppone a Venezia una fortissima lega formata dal re d'Ungheria, da Francesco da Carrara, signore di Padova, dal duca d'Austria, dal patriarca di Aquileia e dai Genovesi. Il territorio Spinetense risente di questa situazione ed pi volte devastato dagli eserciti delle armate che lo percorrono. Con la definitiva vittoria di Venezia (1388) ha inizio un periodo di stabilit Politica, di pace, che durer fino alla conquista Napoleonica (1797), salvo la parentesi del 1509-13: durante la guerra che vede Venezia contro la lega di Cambrai, Mestre viene conquistata e, con tutti i territori circostanti, saccheggiata dalle truppe Spagnole e Imperiali. Il Quattrocento soprattutto il secolo del grande espansionismo militare veneziano in terraferma; mentre nel Cinquecento i ricchi veneziani vi dirottano gran parte, delle proprie fortune dai commerci marittimi, acquistando vaste estensioni agricole.
Anche nel territorio di Spinea sorgono quindi case padronali, in modo da consentire ai nobili proprietari di seguire da vicino i lavori delle aziende agricole. Verso la fine del sec. XVI il doge Loredan entra in possesso di alcune terre nella zona di Villafranca, in territorio di Crea, costruendovi una villa ed un oratorio (tuttora esistente), mentre nel centro, di Crea Giovanni Barbarigo innalza una villa di famiglia, con oratorio e campanile. , Una della direttrici di penetrazione della politica economica della Serenissima la "strada che da Mestre conduce a Miran", lungo la quale saranno via via costruite numerose ville destinate anche alla villeggiatura dei nobili veneziani, molte delle quali giunte fino ai nostri giorni.

GLI INTERVENTI SUL TERRITORIO
Con il sec. XV, dopo la conquista del territorio padovano e la fine della Signoria dei da Carrara, si fa pi urgente per Venezia la necessit di intervenire sul corso dei fiumi che si gettano in laguna, anche a causa dei numerosi fenomeni di interramento verificatosi nel corso del XIV secolo. L'idea che prevale quella di impedire di entrare in laguna alle acque dei fiumi che recavano maggior quantit di sedimenti; vengono, quindi predisposti numerosi progetti di deviazione dei corsi dei fiumi e di regolazione idraulica del territorio.
Per il fiume Muson, dopo diverse proposte di soluzione, si opera, partendo a sud di Mirano, il dirottamento verso la Brenta Magra (oggi Naviglio Brenta) all'altezza di Mira attraverso il canale di Mirano (Taglio realizzato dal 1602 al 1613) e quindi nel canale Novissimo, gi escavato nel 1610. Quasi contemporaneamente (1612) si dividono le acque del MUSON torrente dal MUSON fiume; il primo verr deviato nel Brenta all'altezza di Vigodarzere ed assumer il nome di Muson dei Sassi. il territorio di Spinea, privato delle acque del Muson vecchio, viene risanato dalle zone paludose ancora esistenti, Tracce dell'antico alveo sono riscontrabili nella zona di Villafranca e Crea, che presenta ancor oggi incrinature notevoli.
Unico resto del vecchio Muson rimane il rio CIMETTO (indicato nelle piante anche come Musonel o Fiumetto), che ha origine presso Salzano e scorre verso Mestre, ove ,si unisce al Marzenego, ed occuperebbe, secondo alcuni studiosi, l'alveo originale del fiume Muson.

DALLA CADUTA DELLA REPUBBLICA Di VENEZIA AL REGNO D'ITALIA
Dopo la Rivoluzione francese, con l'arrivo delle armate di Napoleone, il governo della Serenissima si arrende senza opporre resistenza (maggio 1797); nascono quindi nuove forme politico-amministrative, le MUNICIPALITA', di ispirazione democratio-libertaria. La municipalit di Spinea, con tutti i CANTONI della terraferma, viene assegnata al Dipartimento del Brenta (Padova). Spinea segue quindi le vicende politiche e amministrative che si susseguono con rapidit nella Terraferma: - ceduta agli Austriaci coi trattato di Campoformio (ott. 1797); - nuovamente occupata dai Francesi (1801 e 1805) ed incorporata nel Regno d'Italia, diviene sede di COMUNE nel Cantone di Mestre ed aggregata, nel 1807, al Dipartimento dell'Adriatico Venezia). Durante le alterne fasi delle guerre napoleoniche ancora una volta oggetto di requisizioni e ruberie da parte dei vari eserciti che la percorrono.
Nel 1806, con decreto napoleonico, vengono soppressi gli Ordini Monastici e incamerati nel Demanio i loro beni. Tornano quindi sotto l'amministrazione della Deputazione Comunale di Spinea l'amministrazione ed il beneficio della chiesa di San Vito e Compagni Martiri, che era stata posta sin dal 1493 sotto la giurisdizione del monastero di Sant'Elena in Venezia, per bolla di papa Alessandro VI, fatto che aveva spesso procurato grave disagio per la popolazione.
Ben presto gli eventi bellici rovesciano la situazione: le truppe imperiali tornano in forze, cingono d'assedio forte Marghera(1813) e riconquistano tutto il territorio, che viene incorporato all'Austria (1 815). Il Comune rurale di Spinea, appartenente al Distretto di Mestre, entra a far parte del Lombardo-Veneto; vedr quindi gli anni cruciali del 1848-49, con i moti rivoluzionari, l'assalto al forte Marghera e l'assedio a Venezia da parte degli Austriaci; sar infine annesso al Regno d'Italia dopo il plebiscito del 1866.

LA CARTOGRAFIA DEL TERRITORIO DI SPINEA
Le prime rappresentazioni cartografiche del nostro territorio risalgono generalmente al sec. XVI, con l'occupazione veneziana; sono soprattutto legate al Problema della deviazione delle acque dei fiumi ed alla regolazione idraulica, per i quali vengono proposte nel tempo varie soluzioni. Spinea rappresentata dal simbolo grafico di una chiesa, come per tutte le Pievi del territorio (essendo stato gi abbattuto il Castello di Orgnano). Dalla seconda met del '700 le rappresentazioni cartografiche hanno diverse finalit, divengono pi particolareggiate ed indicano anche la rete viaria e gli insediamenti nelle varie VILLE e COLMELLI ( le vecchie REGOLE) costituenti il territorio. Numerose sono inoltre le mappe che riportano le singole propriet, generalmente allegate ad atti notarili. Accurate rappresentazioni cartografiche, eseguite soprattutto a scopi fiscali, ci consentono successivamente di seguire dalla fine del Settecento alla 2^ met dell'Ottocento (catasto francese, catasto austriaco, catasto austro-italiano), l'ubicazione delle dimore nobiliari e dei nuclei abitati lungo la Miranese e nelle frazioni. Le rappresentazioni catastali del nostro secolo ci indicano infine chiaramente la graduale diminuzione delle zone agricole, il progressivo estendersi delle zone abitate fino alla situazione odierna, quando le abitazioni si susseguono ininterrottamente lungo tutte le direttrici viarie e non esiste quasi pi distinzioni tra le varie frazioni costituenti il Comune.

Paolo Ticozzi

(3849 Letture)
.
Ritorna al menu di navigazione
.
 

. Privacy . Responsabilita' . Accessibilita' . Tasti di accesso rapido .

Realizzato da Rielabora.com