Città di Spinea

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Foto della facciata principale del Municipio
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Cultura

SEGNI E DISEGNI

Inviato da: mgiora il 21 Ottobre 2009 8.47.47 (30  letture )
<FONT size=3>"SEGNI & DISEGNI"

i Fumetti di Davide Pascutti

spazio espositivo Oratorio di Villa Simion - Biblioteca Comunale

via Roma 265 - Spinea (VE)

dal 24 ottobre all'8 novembre 2009

Inaugurazione con la presenza dell'autore, Sabato 24 ottobre alle ore 17,00

Orari: dal lunedì al venerdì ore 15,00 - 19,00;  sabato e domenica ore 9,30 - 12,30 e ore 15,00 - 19,00

Visite guidate per gruppi su prenotazione.

Info: tel. 041994691 / 0415071364

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LEGGERE E SCRIVERE

Inviato da: mgiora il 14 Agosto 2009 10.41.51 (52  letture )

LEGGERE E SCRIVERE. FRAMMENTI VISIVI DI VIAGGI TRA LE PAROLE

Mostra fotografica a cura del Circolo Fotografico La Finestra

Oratorio Villa Simion dal 4 al 16 settembre 2009

Orari: lunedì-venerdì 16.00-19.30; sabato e domenica 10.00-12.00 e 16.00-19.00

 

 

La comunicazione è una componente fondamentale della vita. La natura ha fornito agli esseri viventi diversi modi di comunicare attraverso i suoni, i colori, gli odori. L'uomo dopo aver utilizzato i mezzi naturali, ha iniziato a creare nuove forme di comunicazione dapprima con la rappresentazione grafica del mondo che vedeva e successivamente associando alle cose dei simboli astratti: nasceva la scrittura.

La capacità di esprimere concetti utilizzando simboli che, sempre uguali (le lettere), mutano il significato complessivo in base alla loro composizione (le parole) ha dato un impulso immenso alla comunicazione, oltre che nei contenuti anche nei modi. Con la scrittura è possibile "versare" la conoscenza in un contenitore (il libro) ed estrarla dove e quando si vuole: non è più necessario interagire personalmente con chi ha la conoscenza.

Il mondo della scrittura è infinito sia nei contenuti sia negli stili, spaziando da criptiche sigle come l'attualissimo SMS ai più raffinati testi di letteratura dove oltra al contenuto di da importanza al piacere e alla ricchezza del linguaggio in sé. Arriva poi il momento della lettura in cui ognuno trae e fa propri i contenuti, fedelmente dai manuali o dando sfogo alla propria fantasia dai romanzi.

Lettura e scrittura sono presenti nella vita di tutti i giorni  e rappresentano pertanto un ottimo soggetto per un'altra arte che scrive anche se in modo diverso: la fotografia.

La fotografia tenta di trasmettere un messaggio cercando di semplificarlo e sintetizzarlo, utilizzando composizioni visive più o meno semplici con n appropriato linguaggio.

I soci del circolo La Finestra hanno utilizzato questo linguaggio per raccontare vari aspetti della lettura e della scrittura: si sono messi alla prova svelando aspetti nascosti oppure evidenziando tratti comuni ma non banali, cercando di trascrivere momenti di lettura o di leggere le sfumature di un tratto di scrittura. Attraversano questo mondo partendo dagli strumenti per scrivere come penne e tastiere, passando negli archivi dove i testi sono collezionati o sui muti dove le parole si colorano di tonalità cromatiche e termini, soffermandosi su libri vissuti, attraversando le lenti di un paio di occhiali, cercando di vedere le fantasie suscitate da un racconto.

Non è stato un lavoro facile, ma grazie anche ai preziosi suggerimenti di Guido Cecere, docente di fotografie e fotografo, è stato possibile evitare alcuni errori di "grammatica" e stendere "trame" più coinvolgenti.

Se è vero che una immagine vale più di 1000 parole, mi auguro che visitando questa mostra possiate leggere un bel romanzo.

ALBUM FOTOGRAFICO

Inviato da: mgiora il 06 Agosto 2009 11.56.30 (259  letture )
 

NASCE  L'  "ALBUM FOTOGRAFICO" DI SPINEA.

CONTRIBUISCI ANCHE TU.

 

Chi vuole può portare le proprie foto all'Ufficio Cultura.

Un contributo straordinario alla conoscenza storica della città.

 

 

Il Servizio eventi e attività culturali del Comune invita tutti coloro che abbiano foto che raccontino del territorio di Spinea, come paesaggi, ville, momenti di vita quotidiana, usi e costumi, eventi ufficiali, ecc., fino agli anni settanta, a metterle a disposizione per creare un grande album-archivio fotografico, condivisibile da tutti.

Questa iniziativa si pone come finalità quelle della conservazione, valorizzazione, utilizzo del patrimonio fotografico per lo studio della storia del territorio, e si propone anche come importante supporto per esplorare i vari aspetti della vita quotidiana, dei costumi, dell'arte, delle tradizioni, dell'evoluzione urbanistica, dai centri abitati all'edilizia rurale all'archeologia industriale, tra l'ottocento ed il novecento.

Sarà così possibile conservare la memoria di oltre cento anni di storia e di costume del territorio filtrata dall'occhio della fotocamera.

Si sa che il più grande archivio disponibile in ogni paese è costituito dalle case dei cittadini; c'è una "piccola" storia, piccola perché in scala ridotta, legata alla vita quotidiana, ed una "grande" storia, che lega le persone e le famiglie ai grandi eventi.

Invitiamo quindi tutti i cittadini alla costruzione di questa memoria che diventa da individuale a collettiva.

Il fattore territoriale, i legami comuni, costituiscono un fattore emotivo rilevante per la costruzione di questo archivio della memoria.

L'archivio di immagini fotografiche digitalizzate sarà messo a disposizione di tutti coloro che sono interessati alla storia della nostra città.

 

Per informazioni

Ufficio cultura 041 5071192 - 174

 

SPINEAESTATE 2009

Inviato da: mgiora il 03 Luglio 2009 8.41.16 (159  letture )

Mostra di Othmar Winkler "tra sacro e profano, tra storia e mito, tra satira e celebrazione"

Inviato da: mgiora il 30 Aprile 2009 13.34.48 (175  letture )

Spinerte, dal 16 maggio al 2 giugno 2009 presso l'Oratorio di Santa Maria Assunta", orari feriali 17-19, festivi 9-12 e 16-19 - Inaugurazione sabato 16 maggio 2009 ore 18

SpineArte propone all'attenzione dei visitatori  e della loro sete di conoscenza l'artista altoatesino Othmar Winkler, originario dell'Austria, formatosi alla scuola classico-religiosa degli Agostiniani di Novacella ed artisticamente a quella di Ortisei. 

Othmar è un artista capace  di raccogliere, di sintetizzare  e di tradurre nelle sue opere  le frequentazioni  con molti artisti e personalità di rilievo ed anche la permanenza in alcune Accademie di diversi Paesi Europei (Germania. Austria, Italia e Norvegia).

 Realizzatosi artisticamente presso la scuola tedesca prima ed italiana poi, coinvolto suo malgrado nel grande turbinio degli eventi storici, spesso tragici del XX secolo, colpisce la sua capacità di parlarci, attraverso e guardando le sue opere, dell'uomo, dell'umanità e del dolore, della potenza e della forza dell'eroe, delle crisi esistenziali e del personale  desiderio di libertà.

Guardando alcune sue opere, noteremo alcune somiglianze con i maestri Stefano Baschierato e Murer, artisti che abbiamo avuto modo di presentare a SpineArte lo scorso anno, da una parte la satira ed ironia del primo, l'intensità  espressiva del secondo.

Othmar ama il legno e nel tempo prediligerà  la tecnica del bronzo; le sue sculture, in particolare quelle a soggetto sacro, fanno trasparire un profondo e tormentato sentimento religioso cristiano ed un vivo interesse per l'uomo in quanto persona  portatrice di valori e della sua esistenza quotidiana, fatta di laboriosità, di gesti semplici e di speranza per il domani.

Ci racconta di sé, della sua visione del mondo e della  realtà  scolpendo e creando opere che ridanno dignità ai diversi piani, a volte contrapposti, del sacro e del profano, della  storia e del mito, della satira e della celebrazione. 

Con questa nuova proposta  l'Amministrazione Comunale si augura di aver stimolato la curiosità e l'interesse verso un maestro scultore versatile,  carico di prorompente vitalità, a volte provocatorio e scandaloso, bisognoso di parlarci di verità, di giustizia e speranza, di unità  ed appartenenza culturale al vecchio continente  nel modo che meglio sapeva fare.

IMPRESSIONI SUL PAESAGGIO

Inviato da: mgiora il 29 Aprile 2009 12.03.55 (65  letture )

 

Mostra "Impressioni sul paesaggio" di Bruno Calzavara - Oratorio di Villa Simion

Inaugurazione: 6 giugno 2009 ore 17, Presentazione a cura di Aldo Rorato

La mostra rimane aperta dal 4 al 10 giugno 2009, con i seguenti orari:

feriali 16-19; festivi 10-12 e 15,30-19

 

Alcune recensioni sulla pittura di Bruno Calzavara

 

"La sua è una pittura di stampo impressionistico, legata alla pura osservazione della natura.

Con pennellate fitte, verticali e parallele, Calzavara restituisce le linee essenziali del paesaggio che, immerso in una luce panica e diffusa mira ad essere fedele rappresentazione di un'indole vigorosa e di uno stato d'animo che nasce dalla natura, dall'uomo e dal loro icastico dialogo".

Lucia Mayer

 

"I paesaggi variamente ambientati non nascondono le tracce di fiction, le quali anzi arricchiscono la realtà con mediazione della memoria e dell'emozione. L'immagine si sviluppa oltre quadrature con messa a fuoco anche delle fasce esterne. La tavolozza varia dal verde al viola compensati nell'armonia dei toni elaborati attraverso i paesaggi di colore e l'invenzione di originali accostamenti, ormai divenuti il simbolo della sua pittura (...).

La luce penetrando tra le piante e le fronde degli alberi, o colpendo cose e settori vicini e lontani, trasforma i toni con l'accensione del timbro cromatico, si tinge nelle ombre nelle ombre, si anima con una resa quasi del tutto priva di accenti temporali, per meglio avvicinarsi alla verità che circonda ogni cosa ...".

Giulio Gasparotti

 

"La luce morbida e lieve, una leggera brezza mattutina, freschi profumi di primavera, aroma d'erba appena tagliata. Così appaiono di primo acchito i paesaggi di Bruno Calzavara, scorci romantici dove il colore si fonde con la luce regalandoci momenti di vera poesia, ricca di umori tipici della tradizione pittorica veneta tanto difficili da dimenticare (...) Il senso del colore che si ritrova aggiornato e rivisitato è il medesimo di Ciardi, dei Nono, dei Zandomeneghi, ricco di quelle sfumature tono su tono che stemperano  morbidamente l'incisiva osservazione della realtà e dei particolari più immediati offerti dalla vita quotidiana ...".

                                                                                                    Gabriella Niero

 

"... Il colore di Calzavara è puro, palpitante, smagliato e meditato.

C'è una pace nelle sue tele di paesaggio che supera ogni sforzo di deformazione stilistica. Calzavara, allora, sente, una nostalgia per la bellezza scomparsa".

Olindo Malvisi

 

"...le sue immagini sono finestre aperte su panorami carichi di contrasti di luce e colore ... sono immagini di ricordi e sogni rivisti con sguardo stupito e carico di emozione ..."

Roberta Briani

 

Quale gioia più grande per un poeta, uno scultore o un pittore è il sentire commenti favorevoli intorno a se e alle sue opere? Ebbene, il nostro Bruno Calzavara e le sue opere, ottengono questo positivo tributo; i suoi paesaggi fanno vibrare le corde dei sentimenti più romantici e poetici. I suoi scorci di campagna veneta trasportati con passione e tormento sulla tavola o sulla tela, sembrano dipinti da un pennello che oltre a dipingere, sembra "scrivere" poesie colorate  e nello "scrivere" esalta con  giochi di luce e colore, ogni angolo del suo quadro ... 

 

Conosco da diversi anni il pittore Bruno Calzavara e senza alcuna preoccupazione posso raccontare la sua sofferenza quando, a quadro finito, si mette davanti ed esso. Lo guarda, lo studia e lo valuta. Quanto riportato qui sotto, è una sua considerazione o meglio "il suo continuo tormento".

"I miei sforzi possono forse raggiungere una parte dell'obbiettivo  che mi sono prefissato, ma so che lo stesso non l'ho raggiunto. Allora, col pensiero vado ai "miei Maestri Impressionisti" la mia inesauribile fonte e con loro instauro un dialogo immaginario. Chiedo loro come hanno fatto, come sono arrivati a conquistare quella meta stupenda, magnifica che è la pittura impressionistica, quel modo di leggere  e di fondere la luce con la realtà del momento che circonda il nostro ambiente, quella pittura testimonianza perenne nel mondo dell'Arte.

Oggi finisco un quadro, ma è proprio finito?

QUESTO E' IL MIO TORMENTO!".

A noi tutti la risposta.

Giugno 2009  Aldo Rorato

Uno sguardo dentro l'anima, di Licia Bertin

Inviato da: mgiora il 23 Aprile 2009 13.46.52 (62  letture )
 

Mostra presso l'Oratorio di Villa simion, dal 11 al 24 giugno 2009, con i seguenti orari:

feriali 16-21; sabato e domenica 10-12 e 16-21 (chiuso il lunedì) - Inaugurazione 11 giugno ore 18,30

 

In un mondo, altrove

Lo Spazio e il Tempo sono diversi per Licia Bertin. Attraverso le opere di questa artista padovana siamo trasportati in una dimensione altra, dove il tempo si è interrotto nella sua incessante corsa ed ha lasciato che Cavalieri del passato e Astronauti del futuro coabitassero. In questo spazio senza tempo, enormi "portali temporali" o stargate permettono alle sue visioni oniriche di esprimersi liberamente e di attingere a piene mani alla magia dell'Universo e di quello che in esso vi è stato e vi sarà, con visioni fantastiche e metafisiche. La sua creatività artistica spazia "dentro e fuori l'anima" spesso su velieri o cavalli "in volo tra lo spazio e il mare", fluttuanti figure di un racconto fantascientifico legato alle emozioni dell'artista. Anche noi, comuni spettatori, ci sentiamo spesso sospesi in questi scenari onirici, andando oltre la stanza e la parete in cui le opere restano appese, in realtà solide realtà create da una mano abile e da una mente ricca di fantasia! Il fatto stesso che tanta "fluttuante oniricità" sia realizzata con pittura a tempera su tavola mette maggiormente in risalto lo straniamento che le sue creazioni procurano al fruitore, che scevro da ogni legame con la realtà dell'opera ne rimane affascinato e carpito. Lei stessa dichiara: "Nei miei quadri mi specchio dentro, tutte le mie emozioni, le mie sensazioni, si polarizzano tra loro. Amalgamandosi tra forme e colore la mia gioia esulta nel dare vita ad una tela bianca. Dipingere é spogliarmi dentro, leggere me stessa. I pensieri vanno oltre, vanno lontano, cogliendo l'essenza delle cose. Lo spazio e il tempo che mi circonda non esiste più, vengo rapita da un mondo etereo. L'evoluzione e la ricerca è una metamorfosi, un susseguirsi di prove ed esperienze nuove". In una continua metamorfosi, infatti, l'artista attraversa lo spazio temporale, smaterializzandosi da un'epoca ad un'altra come un cavaliere del sogno, immersa in una eterea nebbia-portale. Nell'arte figurativa fino all'età contemporanea la metamorfosi è uno dei temi più frequentati da Tiziano, ai fiamminghi, a Poussain e S. Dalì. Per arrivare alle stranianti piazze metafisiche di De Chirico in cui silenzio e immobilità sono la massima espressione di quel senso di sospensione che la Bertin comunica in parte nel suo dialogare con lo spettatore. L'artista vuol dare una speranza, uno sguardo ottimistico, anche se disincantato, sulla capacità di cambiare e modificarsi nel tempo di ogni cosa, di adattarsi semplicemente alle diverse realtà che si attraversano nella vita e nella storia. L'umanità intera è un fantastico essere capace di risorse infinite e di sempre grandi sogni da inseguire per realizzarsi in una continua ricerca della felicità.

Francesca Mariotti - 2007

 

La luce dell'anima

Tra reale e fantasia si articola la composizione creativa di Licia. La storia è presente con descrizioni di castelli medievali e la vita di quei tempi. La natura è rappresentata con uccelli che volteggiano liberi alla ricerca della libertà. La luce dell'occhio dell'anima viene immortalata nelle sue opere d'arte con ponti che vanno verso l' infinito, lasciando allo spettatore un messaggio esistenziale. Esso viaggia in luoghi lontani trasportando con se sogni e illusioni. I colori giocano armoniosamente all'interno delle sue composizioni con il canto degli uccelli e la brezza marina portandoli alla musicalità universale e cosmica.

Gli elementi narrativi delle sue figure, a volte simboliche danzano tra luce e ombra dove il nero e il bianco creano il movimento dell'animo e del genio di questa pittrice. L'acqua purificatrice compare talvolta impetuosamente ma spesso portandoci tranquillamente per mano verso il viaggio dell'esistenza della compositrice e di ognuno di noi. Una sincera preghiera di ringraziamento al creatore ci lascia un messaggio di speranza da meditare.

dott. Albino Spessato - 2008

 

Commento all'inaugurazione della mostra personale alla Galleria Tricolore

Di fronte ai dipinti di Licia Bertin l'osservatore viene coinvolto, più che dalla "impressione" che essi suscitano, da una inevitabile "attrazione": quella di capire quale sia il significato che sostiene la nitida rappresentazione di questo mondo reinventato.

Egli viene per così dire risucchiato nell'Io profondo della pittrice che appare carico di angosce inespresse e di speranze inattese. Questa rappresentazione di realismo fantastico, rientra a mio giudizio personale, in quel filone del Simbolismo nordico, sviluppatosi attorno ai primi anni dello scorso secolo, che si sforzò con risultati a volte sorprendenti di rendere naturale il sogno e di proporre una visione onirica del mondo, dell'uomo e della natura, mediata dalla presenza costante dell' autore e delle problematiche del suo inconscio.

Come il Simbolismo propone, Licia Bertin stende quindi una pittura per sognare, una pittura capace di rendere il silenzio e l'anima delle cose, accostandosi in questo ad un altro filone intellettuale, nato anch'esso a cavallo del secolo scorso, che fu definito "pre-raffaellita", per un ritorno a valori pittorici "prima di Raffaello" come illustrazione di un mondo arcaico, che in Licia è molto evidente.

Questa natura, rivissuta come in un sogno, che pone al centro l'Io della pittrice (noi siamo costretti a vedere lei che vede le cose!) non rispetta a volte le unità aristoteliche di spazio, di tempo e nemmeno di luogo, ma solo l'invenzione di un sogno che affiora per noi dalla sua mente (e molto spesso dal suo cuore). E' questa dunque un'arte dove, come fu appunto scritto per le correnti pittoriche che ho citato, "il conflitto tra pensiero ed istinto, tra materia e spirito si placa in un segno pittorico immateriale", un segno che la tempera finissima condivide e favorisce, a volte steso come se "il pensiero sostituisse la materia".

Una conseguenza diretta di questo comportamento pittorico è la carica melanconica, triste e quasi crepuscolare che molti dei dipinti lasciano trasparire: i colori freddi che invitano al silenzio, i frequenti notturni o il momento in cui il sole trapassa nella notte, le strutture architettoniche (di stile nordico) sbrecciate dal tempo, tronchi resi nudi di foglie, presenze umane prese al crepuscolo della vita o su un'alta roccia protesa sul nulla, che mostrano le spalle come se dovessero interpretare un rifiuto alla propria realtà.

Vi è anche, nella riproposizione di tempi lontani da noi (il guerriero, le armi, i castelli) un desiderio di considerare il passato come un rifugio dalle angosce moderne e di riproporre l'antico come antidoto all'attuale. Ma ecco all'improvviso, la pittrice ci fa capire che dentro di lei continua ad esistere una carica di speranza che le permette di uscire dal sogno, invocato come sublimazione dei ricordi, e di entrare in una nuova dimensione vitale.

Di fronte ad una figura drammatica (il dolore nel tempo moderno?) compare un fiore, simbolo di omaggio alla vita.

Di fronte ad una torre abbandonata si sente il canto di un pettirosso.

In un cielo, finalmente illuminato dal sole, volano alti i deltaplani e la pittrice ci fa capire che anch'ella sta volando con loro. Il bambino che erompe da una terra ingrata ed ostile è portato in alto dalla forza trainante e magica di un piccolo aquilone.

Alcuni degli ultimi quadri divengono infine per così dire reali, uscendo come prima accennavo, dalla dimensione del sogno.

Il BockIin, che fu uno dei maggiore simbolisti, scrisse che: "un quadro deve raccontare qualcosa, far pensare lo spettatore come fa la poesia e lasciare in lui un'impressione come un brano di musica".

Prof. Marino Massarotti - 2004

DE ANDRE', RITRATTI E CARICATURE

Inviato da: mgiora il 21 Aprile 2009 13.18.52 (74  letture )
 

 

 

  

LORENZO TREVISAN "LORE"

Nato a Mirano-Venezia nel 1966, si diploma all'Istituto d'Arte e all'Accademia di Belle Arti di Venezia.

È pittore, incisore, grafico, fumettista, vignettista e caricaturista.

Ha esposto i suoi lavori: illustrazioni, quadri a olio e incisioni calcografiche, in Italia (Marostica, Forte dei Marmi, Roma, Venezia, Verona) e all'estero (Iran, Estonia, Francia, Inghilterra). Ha partecipato a varie manifestazioni disegnando vignette dal vivo insieme al gruppo artistico di vignettisti "Ombre Mosse" composto da Luciano Marini, Marino Marini e Mirco Gasparini. Ha collaborato e collabora con vari giornali italiani: Cuore, Comix, Totem Comic, Il Vernacoliere, Il Gazzettino, Il Male, Verona Infedele e altri.

Il suo amore per i comix e le sue esperienze derivano da grandi fumettisti d'autore quali Andrea Pazienza, Tanino Liberatore, Massimo Mattioli, Vincenzo Sparagna, Stefano Tamburini, Mattotti, Filippo Scozzari.

Si fa catturare dal fascino iconografico di Fabrizio De Andrè e già in tempi non sospetti dedica al cantautore genovese le prime caricature.

Ispirato soprattutto dai ritratti fotografici di Guido Harari, che hanno immortalato De Andrè nella quotidianità e durante quasi un quarantennio di registrazioni e concerti, Lorenzo è creativamente stimolato dal fascino del soggetto che nel tempo si è trasformato fisicamente raccontando con il proprio aspetto fisico periodi storici e vicende personali anche drammatiche.

Cogliere i cambiamenti e rappresentarli conservando integra la riconoscibilità anche utilizzando tecniche pittoriche e grafiche diverse, è uno dei punti di forza di Trevisan.

La galleria di ritratti/caricature sembra presentare tante persone diverse e invece raccontano la storia di un unico individuo attraverso il suo sguardo ora sornione, ora sofferente, ora ironico o irriverente ma sempre geniale come la felice mano di Lorenzo.

(M. Marini 23/04/2009)

 

Lorenzo Trevisan è pittore, illustratore, grafico e vignettista dotato di un talento unico in quanto ad originalità del segno ed espressività umoristica. Le sue caricature in particolar modo, non sono mai banali ma riescono a concentrare nei tratti armoniosamente elaborati tutto il carattere dei personaggi riprodotti, senza mai cadere in facili scorciatoie che sfruttano difetti fisici.

Dietro ad ogni caricatura si legge una storia, un modo di essere, in taluni casi sembra di percepire il movimento del soggetto, la sua voce.

Curriculum:

vignette per Il Gazzettino dal 1992 al 2008

Vignette per Il Diavolo dal 1998

Vignette per L'Unità (Emme) dal 2007

Vignette per Cuore dal 1993 al 1996

Vignette per Verona Infedele dal 1992 al 1997

Vignette per Il Vernacoliere dal 1993 al 1997

 

Premio Giuria Popolare Ferentino Comics, Ferentino 2004

Premio Internazionale Umoristi a Marostica, Marostica 2006

Premio Regione Veneto Umorismo e Satira Dolo, Dolo 2006

Premio Regione Veneto Umorismo e Satira Dolo, Dolo 2008

 

Ha iniziato a pubblicare vignette con Il Gazzettino sulle pagine della Cronaca di Mestre nella rubrica "Ma non è una cosa seria"

 

Due fari: Andrea Pazienza e Tanino Liberatore su tutto e su tutti.

Poi Sebastian Kruger e Gottried Helnwein per le caricature,

Lorenzo Mattotti e Alex Ross per i fumetti,

Carlos Nine e Boris Vallejo per l'illustrazione e

Pablo Picasso e Michelangelo Merisi Caravaggio per la pittura.

 

Lavora principalmente come vignettista e caricaturista prediligendo la tecnica della biro e del pennarello colorati a volte ad acquerello o a pastello.

 

 

Effetto arte

Inviato da: mgiora il 09 Aprile 2009 13.33.56 (85  letture )

 

MOSTRA proposta dall'Associazione Nuova Crearte, dal 19 al 27 settember 2009, con orari feriali 16,30-19,30 e festivi 10-12,30 e 16-19,30 - Inaugurazione 19 settembre 2009 ore 18

Espongono:

DANIELA ULTINI

Dipingere per me significa usare la passione, esprimere attraverso i colori e le innumerevoli sfumature, gli stati d'animo e le sensazioni che vivo e sento. Il mio percorso, iniziato in una fase originariamente accademica, si è col tempo evoluto portandomi a realizzare opere sempre più a contatto con il mio istinto artistico che vede l'utilizzo di soggetti e forme di volta in volta ispirate da nuove emozioni, da sensazioni soggettive che creano la mia dimensione personale. Da circa 5 anni espongo le mie opere in rassegne artistiche, concorsi e collettive ottenendo risultati gratificanti.

ELENA BOVO

Elena Bovo Nel 2007 si diploma in pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia.  Attualmente vive e lavora a Mira (Ve) ed espone nel veneziano.

GIULIANO ROSSATO

Sul nostro pianeta, in relazione alla forza di gravità, i Quattro Elementi si  presentano con un ordine di densità e di peso: in tale ordine l'elemento Terra, più denso e pesante, si trova più in basso, sovrastato dall'Acqua e dal Fuoco che, di fatto, vi "poggiano sopra". Ultimo, più sottile e leggero, l'elemento Aria che coincide con lo spazio e con la volta celeste. E' da qui che parte il mio interesse  di manipolare l'argilla, ho una sensazione di libertà, e la magia si ripete ogni volta. Ho frequentato corsi di modellato e di ceramica , acquisendo informazioni e tecniche diverse, e ancora tanto ho da sperimentare. Lavorare con l'argilla è sempre una novità, un continuo mettersi in gioco, un allenamento della mente e della creatività che riesce ad appagare il mio incessante bisogno di ricerca e qualche volta di azzardo, è proprio per questo che la cosa continua.  

 

 

KIARA

Diplomata in grafica pubblicitaria all'istituto Valle di Padova nel '92, appassionata di Arte design fotografia e scultura, disegno da sempre utilizzando semplici matite su carta. La tecnica acquisita  mi permette di raggiungere le sfumature infinite del bianco nero trovando dimensioni volumi e colori nei tratti somatici dei volti che rappresento con segni pazienti e attenti. Adoro Caravaggio e penso che la vita sia una questione di chiaro/scuri... sempre. Non pongo limiti alle sensazioni e quando un'immagine mi rapisce non posso fare a meno di assorbirla e tradurla in bianco-nero sintetizzandone così l'essenza. Ma il senso più importante in tutto questo lavoro è il divertimento e la gratificazione nel vedere un'immagine trasformata con gesto stilistico in linguaggio personale.

LINA PIGOZZO

... un ritmo dolce accompagna l'esecuzione, un rintocco lento che passa dalla memoria del vissuto al tempo presente ed imprime all'anima nuove emozioni, sentimenti mai rivelati, desideri profondi. È la ricerca dell'armonia e della contemplazione, il tentativo - finalmente - di rallentare le frenesie d'oggi, uscendo dagli schemi contemporanei della vuota contemplazione a vantaggio di un'espressione dolce, meditata, che nasce dall'esperienza... Lina racconta se stessa in maniera schietta, descrive ciò che l'affascina della bellezza dell'arte, del profumo dei fiori, del suo coinvolgimento emotivo verso l'essere umano...

G. Niero

MARIO RESTIOTTO

Restiotto Mario nasce a Pordenone e fino all'età di 25 anni vive e lavora in un piccolo paese dei monti della Carnia, dove vivono i nonni materni e dove apprende l'arte dell'intaglio e della scultura sul legno lavorando nel laboratorio del nonno. Più tardi incontra il maestro Oscar Boscolo  dal quale sicuramente apprende la tecnica e l'abilità nel plasmare la creta...Si dedica anche a lavori di materiali diversi dal legno e dalla creta come ad esempio il ferro anche se tuttavia il materiale preferito rimane il legno per il calore che riesce a trasmettere all'osservatore. Le sue opere proporzionate armoniose e molte equilibrate mostrano come egli sia in grado di dare un valore non esclusivamente artistico ma anche di impatto sociale. I concetti che esprime donano alle sculture un grande senso di chiarezza esaltando  contemporaneamente il patos emotivo e i messaggi  artistici .

OSCAR BOSCOLO

Oscar Boscolo nasce a Padova ed ora risiede e da vita alle sue opere nella località padovana di San Giorgio in Bosco. Dal 1963 si dedica con successo alla creazione di soggetti in creta per l'industria del giocattolo. Dal 1995 si dedica unicamente alla sua originale passione: la scultura. Nelle sue opere la figura  umana e' predominante, le sue immagini squadrate e scavate risultano scomposte nei piani e nei volumi secondo i canoni della scultura  cubista, ma  nello stesso tempo la morbidezza delle linee conferisce loro dolcezza e sensibilità. Il corpo umano viene rappresentato figurativamente con perfezione di forme e movimenti mai bruschi mai banali; ed è proprio l'originalità che caratterizza questo maestro scultore che lo porta  a reinventare la concezione della scultura scomponendola con tagli formali e di sezione che rimandano ad un'immagine nuova e significativa.

VIVIANA GASPARELLA

Maturità artistica conseguita presso il L. Artistico Statale A. Modigliani di Padova, diploma in Pittura conseguito presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, Laurea Specialistica in Arti visive e Discipline dello Spettacolo, indirizzo Pittura, presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, Viviana Gasparella è pittrice figurativa, ed ha partecipato ad esposizioni collettive nelle province di Padova e Venezia; dal 2008 svolge l'attività di insegnamento delle Discipline Pittoriche presso Scuole private, Istituti pubblici e Atelier privati nelle province di Padova e Venezia.

Trasparenze cromatiche

Inviato da: mgiora il 09 Aprile 2009 13.09.54 (74  letture )
 

 Personale di Marilena Simionato; aperta dal 6 al 12 maggio 2009

orari feriali 16-19

Orari festivi 10-12,30 e 16-19

Marilena Simionato dal 1979 svolge una intensa attività pittorica a livello nazionale ricavandone prestigiosi consensi critici. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Venezia e successivamente l'Accademia Artis Domus del Centro Piranesi. Fa parte infatti del Centro Artistico G.B. Piranesi   fin dal 1994, partecipando con lo stesso a tutte le rassegne più autorevoli. Nella sua formazione ha avuto come Maestri: Giorgio Di Venere, Luciano Zarotti, Vittorio Basaglia e Giancarlo Zaramella. Marilena Simionato, indotta dalla sua inquieta indole di conoscenza, ha fatto esperienze tecniche che vanno  dal restauro, alle arti musive, alle icone bizantine, alla scultura lignea; il tutto finalizzato alla possibilità di acquisire un sempre maggiore bagaglio tecnico in virtù del quale  corroborare di espressività ogni funzione creativa.

Hanno scritto di Lei:

E' il colore con la sua carica simbolica, che esplode nella pittura. Un colore che si fa luce; che gioca sulle sottili pieghe del collage, che freme negli indugi del pennello. Alla fine si capisce che il colore non è che stato d'animo. L'allusività naturale ne è il vicolo segreto. E' l'immagine che parte dalle cose, ci trasporta nel regno della fantasia, dove ogni tocco.ogni macchia. ogni screziatura  cromatica accendono i sensi.

Paolo Rizzi

Immagini in bilico tra figurazione ed astrazione nelle quali sono in sostanza i valori della pittura a prendere il sopravvento. I dipinti di Marilena Simionato si avvalgono a questo proposito di vari procedimenti pittorici fino a giungere a una "tessitura' che tende a esaltare le pure qualità evocative e memorative del colore.

Enzo di Martino.

La sua pittura è un " elan vitale" è un felice crescendo Bergsoniano è uno slancio creativo giocato sull'amore che essa ha nei confronti della realtà. Il fascino delle sue composizioni deriva dalla ricchezza cromatica e dal suo scavare continuo nella memoria, in una tensione lirica purissima. Vi sono rapporti intensi e subliminari fra il giallo e il rosso e il blu giocati con sapienza. Il segno è libero sciolto gioioso, testimonianza di una ricerca formale e tecnica notevolissima.

Mario Stefani

.....queste le componenti maggiormente in evidenza nell'opera di Marilena Simionato; Artista dalle idee chiare sulle esigenze della pittura e delle capacità espressive che sono la precisa conseguenza di una estrema sicurezza dell'uso del mezzo e di una rara sensibilità al colore.

Guglielmo Gigli

La materia cartacea così fragile e leggera si trasforma in testimonianza perenne di un ricordo, rugata struttura dell'esistere fatta di segni nitidi, di ascendenza quindi figurativa. Il risultato artistico è quello di chi è entrato completamente nella materia pittorica, traendo alla fine il giusto equilibrio fra linguaggio personale ed espressione creativa.

Gabriella Niero

Messaggio d'amore, Sacro dal Passato al presente

Inviato da: mgiora il 09 Aprile 2009 12.48.13 (56  letture )
 

MOSTRA D'ARTE SACRA

MESSAGGIO D'AMORE, SACRO dal Passato al Presente

Aperta dal 2 al 15 Aprile 2009 - Inaugurazione 4 Aprile 2009 ore 18.00 - critico Laura Sesler

Orari dal Lunedì al Venerdì ore 15.30 alle 19.00; Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00

Spinea, con la mostra dal titolo "Messaggio d'amore, Sacro dal passato al presente" ha accolto, tra i tanti affermati artisti dell'entroterra veneto, nonché conosciuti anche a livello nazionale ed internazionale, il maestro ed insegnante Gianni Nalon.  Il tema particolare evoca valori, sentimenti e visioni appartenenti alla sfera del rapporto che ciascuno di noi ha con la propria vita e con il proprio credo. Osservando figure, scorci ed episodi, oppure indugiando sulle forme, su alcune soluzioni cromatiche e sui chiaroscuri, utilizzando svariate tecniche espressive ma soprattutto scrutando le espressioni, le volumetrie e i movimenti dei personaggi, l'artista sembra volerci persuadere che la risposta alla propria esistenza umana oltrepassa la ragione e la razionalità, che, spesso, danno e definiscono risposte parziali e comunque non esaustive. La mostra è stata proposta nel periodo 2 - 15 aprile, dedicato alla Pasqua Cristiana, alla sacralità del Figlio di Dio, all'Agnello Pasquale, ed impegna l'artista in un percorso che a sua volta fa luce su quella parte dell'arte e degli artisti che, nel corso dei secoli, hanno narrato nei loro quadri, alcuni anche in modo geniale ed unico, il mistero della vita, della Resurrezione e del nostro essere sulla terra e nella storia.  Questi temi sono sempre attuali, sanno ancora incuriosire ed affascinare.  Se da una parte la società contemporanea sembra orientata a promuovere valori materiali ed effimeri, troviamo fortunatamente artisti per certi versi coraggiosi, che ci raccontano, ci parlano e ci descrivono del Sacro, della sofferenza e del martirio senza paura e senza tabù attraverso le loro opere artistiche, che poi possiamo ammirare in mostre, gallerie, collezioni e musei.

Il Sindaco Claudio Tessari

L'Assessore alla Cultura Delia Strano

 

PERSONALE DI GIANNI NALON

La ricerca pittorica di Gianni Nalon che si configura come l'affermazione di una personale e profonda adesione alla fede cristiana espressa attraverso il linguaggio dell'arte, si inserisce con assoluta chiarezza nel dibattito culturale in atto nella società contemporanea, nella quale i costumi e i comportamenti, sembrano sempre più ispirarsi ad una mentalità lontana dai principi evangelici e dai valori morali legati alla tradizione ma al tempo stesso vivo rimane negli individui l'interesse verso problematiche che attengono alla sfera religiosa nei suoi molteplici aspetti. Il cinquantenne artista nativo di Arsego, dopo il conseguimento della laurea in architettura e la frequenza dei corsi della sezione di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, ha allestito personali e partecipato a concorsi ed esposizioni in ambito nazionale e internazionale, ottenendo importanti riconoscimenti. Ha sviluppato nel tempo i suoi molteplici interessi artistici impegnandosi nel settore della grafica, della fotografia, della progettazione di interni, oltre che della pittura in cui ha sperimentato con efficacia espressiva l'impiego di tecniche diverse. Nelle sue opere fa uso del colore ad olio, dell'acrilico, della tempera, dell'acquerello, della china affrontando differenti argomenti tematici e dedicandosi con particolare interesse ai soggetti d'arte sacra; esegue anche sculture in creta, in pietra, in cristallo acrilico, e in particolare presepi polimaterici impostati con originalità nella composizione, la decorazione di vetrate, tra cui ricordiamo quella dedicata nel 2004 al Santo Annibale Maria di Francia nella chiesa Gesù Buon Pastore dei padri Rogazionisti a Padova. La raffigurazione pittorica di temi ed episodi tratti dall'Antico e Nuovo Testamento è sempre preceduta da studi preparatori, condotti dal pittore padovano con disegni e schizzi ma anche con una approfondita riflessione sui contenuti dei testi. Il gruppo di opere dedicate all'Apocalisse, presenti nella mostra organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Spinea, ben evidenzia l'impegno e la coinvolgente partecipazione interiore di Nalon nel rappresentare con tecnica ad olio su tela, fissata su supporto ligneo, i brani relativi a San Giovanni nell'isola da Patmos alle Sette Chiese d'Oriente, alla Gerusalemme Celeste, a Babilonia la grande meritrice, alla Donna vestita di sole. Tali dipinti, eseguiti negli anni Novanta, risultano scrupolosamente attenti alla resa dei concetti che il testo esprime e che vengono tradotti figurativamente dall'artista con libertà creativa e con felice invenzione fantastica nella elaborazione di colorate immagini, cariche di significati simbolici. L'uso di alcune pietre preziose o semipreziose, citate nella descrizione dell'Apocalisse quali il diaspro, il rubino, l'ametista, lo smeraldo, il crisoprasio, il turchese, l'opale, il quarzo, arricchisce il contesto pittorico di valori cromatici e luminosi aggiungendo all'insieme compositivo il fascino misterioso proprio della visione, avuta da San Giovanni e da lui tramandata. Di notevole interesse sono le quattordici Stazioni della Via Crucis e la Ressurrezione di Cristo che compongono un unico ciclo di disegni recentemente realizzati a china su carta-cotone. Con tratto rapido e sicuro Nalon costruisce le forme, definite lungo i margini da una linea continua più spessa, che fa risaltare le figure dal fondo bianco del foglio, e le isola nello spazio accentuando l'effetto drammatico. La scelta di porre in scena i soli protagonisti, e di escludere sia la illustrazione del paesaggio, allusivamente accennato da pochi schematici elementi vegetali sullo sfondo, sia la descrizione della folla che, in altri lavori, accompagna la salita del redentore al Calvario, conferma in questa opera la volontà dell'artista di limitare all'essenziale l'aspetto narrativo per trasformare i disegni e i dipinti di soggetto sacro in altrettanti spunti di riflessione offerti alla meditazione dell'osservatore. Parallelamente alla professione artistica Nalon svolge con passione quella di insegnare nella sezione di Arte della Grafica e della Fotografia nell'Istituto Statale Giovanni Valle di Padova e di vari anni è Consigliere nazionale dell'Unione Cattolica degli Artisti Italiani (U.C.A.I.), che promuove l'affermazione e diffusione dei valori e della cultura del cristianesimo nelle varie espressioni dell'arte contemporanea.

Laura Sesler

Falsi d'autore

Inviato da: mgiora il 06 Marzo 2009 12.32.12 (115  letture )
 

Mostra "Falsi d'autore" di Alfredo Castellani

Aperta dal 6 al 18 marzo 2009, all'Oratorio di Villa Simion. Orari: da lunedì a venerdì 16.00-19.00; sabato e domenica anche 10,30-12,30

Galleria "La Barrique" Ottobre 2004

Alfredo Castellani è artista schivo, poco propenso a mettersi in mostra, si è lasciato convincere dagli amici ad esporre i suoi capolavori "Falsi d'Autore". A pensarci bene il mondo è pieno di falsi che il pubblico ignaro scambia per originali. Quelli di Alfredo Castellani sono "falsi autentici" certificati nel segno della più ampia ammissione. Da "L'urlo"di Munch, alla "Dama con l'ermellino"di Leonardo, dalla "Fanciulla con perla all'orecchio" di Vermeer alla "Memoria" di Magritte, alla "Notte stellata" di Van Gogh, alla "Figlia del pittore" di Balla, e tanti altri come il grande Canaletto, Klimt, Kandinskj, Monet, hanno la brillantezza e qualcosa dei valori contenuti nelle opere raccolte nei musei. Chi è Alfredo Castellani è presto detto: dipinge da sempre, partecipando a collettive con ottimi risultati. Ha dipinto con buona vena paesaggistica, si e prodotto in ottimi ritratti ma a un certo momento rinuncia a tutto questo per inseguire capolavori già decretati, vuole scoprirli attraverso la propria talentuosa vocazione. I motivi possono essere più di uno: innanzitutto la convinzione di essere capace di assimilare, senza peccare di presunzione ma per amore dell'arte, ciò che di meglio è stato prodotto in passato e anche recentemente, con fini -se non altro- di diffusione ; poi il piacere personale di indagare, avvicinarsi e di immedesimarsi nelle opere immortali di sommi artisti. C'è pure una sfida, conoscendo il carattere del pittore, sempre al di fuori di un pur minimo livello di superbia ma soltanto come confronto con se stesso  e le proprie capacità. Alfredo Castellani può quindi spaziare poiché i suoi non sono tentativi ma lavori compiuti con rigore e una precisione ammirevoli. Egli è un assertore della causa e della propagazione dell'arte, con umiltà e senso civico. Le sue "creazioni" si librano, svettano, convincono raggiungendo sempre l'intento prefissosi di farsi ammirare.  Tommaso Dellisanti 

 

Galleria S. Lorenzo Dicembre 2005

"Falsi d'Autore", il titolo di questa mostra è certamente accattivante ma anche chiaramente e volutamente inesatto perché queste opere rispondono perfettamente alle richieste della legge in maniera di copie di opere d'arte. Per quanto riguarda le opere di Alfredo Castellani, si può parlare di "copie" e di copisti, cioè di quegli artisti che perfezionavano la loro preparazione tecnica nei grandi musei. Alfredo Castellani si è costruito il suo piccolo museo copiando i grandi artisti di ogni epoca e non soltanto per imparare ma anche per cercare di capire il rapporto di ciascuno con il mondo che lo circondava. Da queste copie conseguentemente non si evidenzia soltanto la grande sicurezza da esecuzione ma anche quella che doveva essere stata l'emozione degli artisti nel momento della creazione. Si tratta quindi di pittura di alta qualità che ci parla di uno che sa dipingere e si prepara ad essere un protagonista della cronaca dell'Arte dei prossimi anni. Professore e critico d'Arte, Guglielmo Gigli

Un consiglio: se ve ne capita l'occasione visitate la mostra "Falsi d'autore" di Alfredo Castellani che il gruppo Forma & Colore ha allestito nell'oratorio di villa dei Leoni: scoprirete un artista che ha una tale padronanza della tecnica da permettersi di sfidare i sommi artisti che fanno la storia dell'arte. Castellani l'ho conosciuto in occasione della inaugurazione di questa mostra, avvenuta sabato pomeriggio. Mi ha colpito la sua grande umiltà, quasi timidezza che contrasta con la forza straordinaria della sua tecnica e della sua arte. Davide Meggiato

 

 

ALFREDO CASTELLANI - Antiche armonie

E' come un racconto sospeso nel tempo. Un viaggio affascinante nella storia dell'arte. Tutto coincide con i riferimenti di un'armonia antica che torna nel presente con la stessa misteriosa seduzione. Il percorso pittorico di Alfredo Castellani mi emoziona, riesco a toccare e a osservare da vicino le copie di grandi capolavori del passato  seguendo un impulso conoscitivo inaspettato. Entro in contatto visivo con lo sguardo penetrante di Van Gogh che di rimbalzo mi riporta all'espressione intensa della fanciulla con perla all'orecchio di Veermer. Mi allontano e vengo attratta  dalle ampie prospettive di Piazza San Marco: è uno dei capolavori di Canaletto. La pennellata è immobile e piena di luce, un bagliore irradiante che ritrovo anche nella Donna con parasole di Monet. Queste "presenze"  silenziose pur provenendo da secoli diversi sono accomunate da una magia che rimane immutata anche nella trattazione fedele proposta dall'autore: la poesia di una visione senza tempo. E' questo infatti il punto di partenza, il nerbo catalizzatore. Alfredo Castellani, pur nella sua ammirabile perizia tecnica, procede sempre seguendo un istinto primario ed assolutamente libero ovvero la reazione emotiva provata innanzi al capolavoro. Alla base c'è sempre un sussulto, un fremito che prende il cuore e la mente, il polso autonomamente comincia a seguire le dolci armonie della pittura rinascimentale e barocca, poi si fa fermo e deciso nelle vedute settecentesche, liberandosi dai formalismi nel tocco impressionista. Alfredo Castellani non si fa intimidire, anzi. Ogni opera d'arte  è un momento di analisi che rivela  la minuziosa ricerca della forma e del colore,  il gioco ritmato dei chiaroscuri, l'intensità di un soggetto che sembra mostrare d'improvviso le arcane suggestioni che lo avvolgono. La ricerca  di questo sensibile autore si apre così a  una dimensione artistica profonda che rimanda anche a una finissima lettura simbolica. Alfredo Castellani propone  una rivisitazione storica, i virtuosismi tecnici dati dal disegno preciso e dallo studio approfondito dei colori e delle velature  si fondono in un momento di meditazione sul valore estetico ed emotivo dei classici. Le sue copie  evocano tempi lontani solo in apparenza. L'evidenza analitica, le connotazioni armoniose dell'insieme,  la poesia dei contenuti sono  valori immortali che esaltano il lato nascosto dell'immagine la quale  non è solo ciò che rappresenta ma  offre altri significati: la memoria nostalgica del vissuto, il dolce equilibrio tra fantasia e rigore mentale, la perizia nel colore steso  con pazienza. Alfredo Castellani risveglia l'opera dal sonno del tempo,  pone l'attenzione su  dettagli  e atmosfere che nuovamente  trovano  un altro  "equilibrio" ideale.  Le antiche armonie respirano l'aria del presente.

Gabriella Niero

Un poster per la pace

Inviato da: mgiora il 26 Febbraio 2009 12.30.24 (114  letture )

Mostre dei disegni dei ragazzi a cura del Lions Club Spinea.

La mostra rimane aperta dal 21 febbraio al 1 marzo, da lunedì a sabato dalle 15,30 alle 18,30 e domenica anche dalle 9,30 alle 12,30.

Inaugurazione 21 febbraio ore 10,30.

GIORNO DELLA MEMORIA 2009: GIORGIO PERLASCA, IL SILENZIO DEL GIUSTO

Inviato da: mgiora il 28 Gennaio 2009 12.26.21 (107  letture )
GIORNO DELLA MEMORIA 27 GENNAIO 2009

Con la legge n. 211 del 2000 il Parlamento italiano ha aderito ad una proposta internazionale e ha dichiarato il 27 gennaio Giornata della memoria, in commemorazione delle vittime dell''Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

Il testo dell'articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:

"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati."

Per ricordare queste ingiustificabili pagine di storia, e valorizzare l'intervento positivo di quanti si sono opposti a logiche che erano divenute parte della normale quotidianità, il Servizio Eventi e attività Culturali e la Fondazione Giorgio Perlasca propongono una Rassegna monografica, dedicata alla figura di Giorgio Perlasca.

GIORGIO PERLASCA

Quella di Giorgio Perlasca è la straordinaria vicenda di un uomo che, pressoché da solo, nell'inverno del 1944 a Budapest riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ebrei spacciandosi per console spagnolo.

Emersa dopo un silenzio durato quasi mezzo secolo, la storia di questo "eroe per caso", il cui nome oggi si trova a Gerusalemme tra i Giusti delle Nazioni, dimostra che per ogni individuo è sempre possibile assumersi la responsabilità personale per la difesa della vita e dell'umanità.

CONFERENZA "PERLASCA, UN EROE DI OGGI"

27 gennaio 2008 ore 10,30 cinema Bersaglieri - Sala grande

Per le scuole che aderiscono al progetto; aperto alla cittadinanza fino ad esaurimento posti

Relatore: Franco Perlasca - Proiezione dell'intervista di Mixer

FILM "PERLASCA, UN EROE ITALIANO"

Proiezione: 27 gennaio 2009 ore 21.00 Cinema Bersaglieri, Sala piccola

Aperta a tutti, fino ad esaurimento posti.

Introduce Franco Perlasca

Frutto di una co-produzione tra Rai Fiction, France 2 e Focus Film, realizzato da Carlo degli Esposti per la regia di Alberto Negrin, il film ha fatto conoscere al vasto pubblico la straordinaria figura di Giorgio Perlasca, avvalendosi di un cast e una sceneggiatura di rilievo. Dato il successo ottenuto, il film è stato  proiettato in molti paesi tra i quali Olanda, Belgio, Austria, Germania, Paesi Scandinavi, Israele, Canada,  Stati Uniti, Spagna,  Ungheria.

LA MOSTRA "IL SILENZIO DEL GIUSTO"

Aperta dal 23 gennaio al 17 febbraio, con orari: tutti i pomeriggi dalle 15,30 alle 19,00; sabato e domenica anche dalle 10,00 alle 12,00; chiuso il lunedì.

Visite guidate dal 28 gennaio per le classi che aderiscono al progetto, previo accordi con il sevizio

Visita guidata per adulti il 5 febbraio ore 16.00 previa prenotazione in biblioteca

Questa mostra pone l'attenzione  sulla figura di un cittadino esemplare che ha messo a repentaglio la propria vita per salvare oltre 5000 persone di religione ebraica. E' un'occasione di approfondimento per tutti, in particolare per le nuove generazioni che hanno modo di conoscere la forza di un uomo di valore. L'allestimento è molto curato: una serie di pannelli con foto e testi raccontano la vita di Perlasca, facendo rivivere il clima dell'epoca prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale.

EVENTI ORATORIO 2008 - 2009

Inviato da: mgiora il 08 Gennaio 2009 13.43.19 (657  letture )

MESSICO

Inviato da: mgiora il 23 Ottobre 2008 9.51.37 (351  letture )
 

MESSICO: USANZE DI UN PAESE NEL GIORNO DEI MORTI

Mostra a cura di Blanca Estela Rodriguez

Mostra aperta dal 1 al 4 novembre 2008 - Orari: 10,00/12,30 e 16,00/19,00

<address> Inaugurazione 1.11.2008 ore 17,00 con benvenuto di Blanca Estela Rodriguez e performance musicale di Diana Betancourt (soprano) e Josè Angel Ramirez (chitarra)</address>

Nella tradizione messicana, il Giorno dei Morti corrisponde ad una delle celebrazioni più sentite e popolari del paese, caratterizzata dal gioco che ci si prende della morte e dall'accettazione di questa come parte integrante e finale dell'esistenza di tutti.

In quelle giornate affiorano antiche leggende, storie e la lavorazione di scheletri in tutte le forme e materiali possibili.

Il colore e l'importanza della festività si concentra sull'allestimento di un altare votivo che ricorda i cari defunti con fotografie, il cibo che più gradivano in vita, oggetti, frutta, tappeto di segatura e tanti altri elementi con significati intrinseci.

Significati degli elementi dell'altare:

Acqua: fonte di vita. Si offre alle anime per mitigare la loro sete dopo un lungo percorso.

Sale: purifica ed aiuta il corpo a non corrompersi. Elemento di sapienza.

Candele: sono la luce, la fede e la speranza. Simbolo dell'amore eterno e la fiamma del trionfo. Simbolizzano lo spirito del defunto.

Tappeto di segatura: oggetto dove il morto può riposare; riflette la cultura e la mano d'opera degli artigiani.

Fiori arancioni: dedicati all'adulto, di preferenza il "Cempazuchitl" (fiore colore arancio del Messico) che significa la ricchezza. Si chiama il fiore dei morti perchè cresce nel mese di novembre.

Itacate: cibo, è l'offerta fraterna. Si crede che le anime siano i nostri fratelli. Le pietanze non si mangiano finchè non viene tolto l'altare.

Pan de muerto: pane dolce a forma d'ossa. Significa il trionfo per i guerrieri.

Teschi o scheletri: sono il simbolo dell'immortalità.

Carta colorata con diversi disegni: significa il vento. Il colore nero rappresenta il lutto; il viola, pianto e dolore; il bianco, purezza.

La frutta: simbolizza l'accettazione della morte e la vincita della vita eterna.

La croce: rappresenta il trionfo della morte arrivando alla vita eterna, il sacrificio e il peso dei nostri peccati che vengono purificati.

Specchio: un elemento importante perchè si crede che permetta all'anima il suo riflesso nel mondo dei vivi.

Cammino di petali: indica ai morti come arrivare e tornare.

GERMINAZIONI di Danilo Andreose

Inviato da: mgiora il 22 Ottobre 2008 8.33.12 (215  letture )

 

La rassegna 2008 di Spinearte all'Oratorio di santa Maria Assunta si conclude con la mostra di Danilo Andreose dall'8 al 23 novembre 2008. Il grande e versatile scultore allievo di Minguzzi, Martini, Viani, ha lasciato un segno indelebile nella vita culturale e artistica di Bassano nella seconda metà del secolo scorso, e le sue opere sono disseminate in diversi musei, piazze e collezioni private di tutta Italia e d'oltralpe.

Merita una visita che sarà una sicura scoperta.

Inaugurazione 8 novembre 2008 - ore 17,00

Mostra aperta fino al 23 novembre 2008

con orari: feriale 17.00 - 19.00 -- festivi 9.00/12.00 --- 16.00-19.00 - ingresso libero

info. 041.50.71.174

PERCORSI

Inviato da: mgiora il 16 Ottobre 2008 9.37.20 (164  letture )
 

PERCORSI

Mario Voltolina

Mario Voltolina, nato a Chioggia nel 1940, dipinge dalla fine degli anni sessanta partecipando a moltissimi concorsi nazionali e locali, utilizzando diverse tecniche.

Ha allestito mostre personali, "Percorsi", affrontando vari temi, come paesaggi, simbologia, Maya, Atzechi, muri a Venezia, utilizzando tecniche diverse, dai cartoni ondulati tagliati e intarsiati, all'affresco, al mosaico.

La sua ricerca continua giorno per giorno creando sempre nuove espressioni, cercando sempre l'originalità.

Percorsi

Inviato da: mgiora il 09 Ottobre 2008 9.36.16 (104  letture )

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